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18/05/2026

Tasse su eToro: come dichiarare investimenti in TradFi e crypto

Usi eToro per azioni, ETF, CFD, copy trading o crypto? Scopri quali dati servono per dichiarare correttamente gli investimenti in Italia con Finbooks.

Chi gestisce un conto eToro in Italia è tenuto a rendicontare autonomamente i propri investimenti in dichiarazione dei redditi. La natura "ibrida" della piattaforma, che permette di negoziare sia strumenti finanziari tradizionali (TradFi) come azioni, ETF e CFD, sia cripto-attività, impone un'analisi preliminare. Prima di calcolare imposte o compilare i quadri, è necessario isolare e distinguere le diverse componenti del portafoglio.

Questa separazione è fondamentale poiché i due mondi seguono regole fiscali differenti. A cambiare non sono solo i quadri dichiarativi, ma anche gli obblighi di monitoraggio, le imposte patrimoniali (IVAFE contro imposta sul valore delle crypto) e il trattamento di plusvalenze e minusvalenze.

Lo stesso principio si applica alle funzionalità tipiche di eToro, come il copy trading e gli Smart Portfolios. Non trattandosi di categorie fiscali autonome, le operazioni replicate vanno scollate dall'automatismo della piattaforma e riclassificate singolarmente in base alle regole del Fisco italiano.

In questa guida vedremo come dichiarare correttamente eToro, separando gli investimenti TradFi dalle crypto, quali documenti servono, come leggere l'Account Statement e come preparare i dati per il Modello Redditi PF o il 730 tramite Finbooks.

eToro va dichiarato in Italia?

Se vivi in Italia e usi eToro, la risposta breve è sì: il conto eToro va considerato nella dichiarazione dei redditi.

Il motivo è semplice: eToro è un broker estero e, di norma, non agisce come sostituto d’imposta italiano. Questo significa che non calcola, trattiene e versa automaticamente le imposte dovute in Italia al posto tuo. La ricostruzione fiscale dell’attività svolta sulla piattaforma resta quindi a tuo carico.

Un errore comune è pensare che l’obbligo riguardi solo chi ha prelevato denaro o chi ha chiuso l’anno in profitto. In realtà non funziona così. eToro può rilevare fiscalmente anche se non hai trasferito fondi verso il tuo conto bancario, se hai generato perdite o se hai semplicemente detenuto attività sulla piattaforma.

Devi quindi verificare la tua posizione se durante l’anno hai svolto almeno una di queste attività:

  • hai detenuto liquidità, strumenti finanziari o crypto su eToro;

  • hai venduto strumenti finanziari o chiuso posizioni in profitto o in perdita;

  • hai comprato, venduto o detenuto crypto;

  • hai incassato dividendi, distribuzioni o interessi;

  • hai usato funzionalità come copy trading o portafogli tematici che hanno generato operazioni sottostanti.

In pratica, la dichiarazione dipende da come hai usato eToro durante l’anno fiscale: cosa hai detenuto, quali operazioni hai chiuso, quali redditi hai ricevuto e quali dati devono essere ricostruiti. Da queste informazioni derivano i quadri da compilare, come il quadro RW/W per il monitoraggio fiscale, il quadro RT/T per plusvalenze e minusvalenze, e il quadro RM/M per alcuni redditi di capitale o proventi esteri.

La distinzione chiave: investimenti TradFi e crypto

Prima di procedere con gli adempimenti fiscali, devi analizzare la composizione del tuo conto eToro. Anche se la piattaforma è unica, al suo interno possono coesistere attività con trattamenti fiscali diversi: azioni, ETF, CFD, copy trading, portafogli tematici e crypto.

Questa separazione è importante perché determina quali regole applicare, quali imposte possono essere dovute e quali quadri della dichiarazione devono essere compilati.

Comparto TradFi

Nel comparto TradFi rientrano, in generale:

  • azioni ed ETF;

  • contratti per differenza, cioè CFD;

  • liquidità detenuta sulla piattaforma;

  • dividendi, distribuzioni o interessi percepiti;

  • operazioni generate tramite copy trading o portafogli tematici, quando hanno come oggetto strumenti finanziari tradizionali.

Queste attività possono richiedere il monitoraggio fiscale, il calcolo dell’IVAFE, la determinazione di plusvalenze e minusvalenze e la corretta classificazione di eventuali redditi da dividendi, distribuzioni o interessi.

Comparto crypto

Nel comparto crypto rientrano le cripto-attività acquistate, vendute o detenute tramite eToro.

Qui la logica fiscale cambia. Le crypto non sono soggette a IVAFE, ma alla disciplina prevista per le cripto-attività. Questo significa che devi considerare il monitoraggio fiscale, l’imposta sul valore delle cripto-attività e l’eventuale tassazione di plusvalenze o minusvalenze generate da operazioni fiscalmente rilevanti.

L’errore più comune è considerare eToro come un’unica categoria fiscale. In realtà, eToro è solo il contenitore operativo. A livello fiscale conta la natura delle singole attività utilizzate e degli eventi che si sono verificati durante l’anno.

Per questo, prima di compilare i quadri dichiarativi, devi ricostruire e separare i dati tra comparto TradFi e comparto crypto.

Monitoraggio fiscale, IVAFE e imposta sulle cripto-attività

Una volta separata la parte TradFi dalla parte crypto, il primo tema da affrontare è il monitoraggio fiscale. Se hai residenza fiscale in Italia e detieni attività finanziarie tramite eToro, devi indicarle nella dichiarazione anche se non hai venduto nulla durante l’anno.

Per la parte TradFi, il monitoraggio riguarda le attività finanziarie estere detenute sulla piattaforma: azioni, ETF, CFD, liquidità e altri strumenti finanziari. Questi dati confluiscono nel quadro RW del Modello Redditi PF o nel quadro W del 730.

Su queste attività può essere dovuta anche l’IVAFE, l’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero. L’IVAFE non dipende dal profitto realizzato: è collegata al valore delle attività finanziarie estere e al periodo di detenzione.

Le cripto-attività detenute su eToro devono essere considerate ai fini del monitoraggio fiscale, ma non rientrano nell’IVAFE. Sono soggette alla disciplina specifica sulle cripto-attività, inclusa l’imposta sul valore delle cripto-attività.

Questa distinzione è importante perché eToro può mostrare tutto dentro lo stesso account, ma la dichiarazione italiana richiede di separare le basi fiscali. Le attività finanziarie tradizionali e le cripto-attività possono avere una logica patrimoniale simile, ma hanno regole specifiche e sezioni dedicate nei quadri.

Per preparare correttamente questa parte della dichiarazione, devi quindi ricostruire:

  • quali attività finanziarie TradFi hai detenuto;

  • quali cripto-attività hai detenuto;

  • il valore rilevante delle attività;

  • il periodo di detenzione;

  • eventuali movimenti che modificano la composizione del conto durante l’anno.

Questo passaggio serve a compilare correttamente la parte patrimoniale della dichiarazione. Solo dopo si passa alla parte reddituale, cioè plusvalenze, minusvalenze, dividendi, interessi e altri proventi.

Plusvalenze e minusvalenze su eToro

Dopo aver gestito la parte patrimoniale, devi ricostruire il risultato delle operazioni chiuse durante l’anno. Su eToro questo può avvenire, ad esempio, quando vendi un’azione, disinvesti da un ETF, chiudi una posizione su CFD o realizzi un’operazione fiscalmente rilevante su crypto.

Il rendiconto della piattaforma può mostrare un risultato economico utile come punto di partenza, ma non sempre coincide con il calcolo richiesto dalla dichiarazione italiana. Il risultato fiscale dipende dalla natura dello strumento, dai valori di acquisto e vendita, dalle commissioni, dalla valuta utilizzata e dalla categoria fiscale in cui rientra l’operazione.

La prima distinzione riguarda gli strumenti TradFi. La vendita di un’azione, il disinvestimento da un ETF e la chiusura di un CFD non vanno trattati automaticamente nello stesso modo. Ogni operazione deve essere letta in base alla natura dello strumento e alle regole fiscali applicabili.

La seconda distinzione riguarda le crypto. Le plusvalenze e minusvalenze da cripto-attività devono essere calcolate separatamente rispetto ai risultati generati da strumenti finanziari tradizionali. Anche se tutto avviene dentro lo stesso account eToro, i risultati crypto non vanno mischiati con quelli della parte TradFi.

Per determinare correttamente il risultato fiscale di ogni operazione, devi ricostruire almeno:

  • prezzo e data di acquisto, cioè il valore fiscalmente riconosciuto;

  • corrispettivo e data di vendita o di chiusura della posizione;

  • commissioni e costi direttamente collegati all’operazione;

  • valuta dell’operazione;

  • cambio da applicare se l’operazione è avvenuta in dollari o in un’altra valuta estera;

  • categoria fiscale dello strumento coinvolto.

I risultati vanno riportati nel quadro RT del Modello Redditi PF o nel quadro T del 730, ma non tutti nella stessa sezione. Le plusvalenze e minusvalenze da strumenti finanziari tradizionali confluiscono nella sezione dedicata ai redditi diversi di natura finanziaria, mentre le plusvalenze e minusvalenze da cripto-attività confluiscono nella sezione specifica prevista per le crypto.

Dividendi, interessi e altri proventi: perché non sono plusvalenze e dove vanno dichiarati

Su eToro puoi ricevere anche redditi che non derivano dalla vendita o dalla chiusura di una posizione. È il caso, ad esempio, dei dividendi su azioni, delle distribuzioni da ETF o degli interessi sulla liquidità.

Questi importi non vanno trattati come plusvalenze. Una plusvalenza nasce quando vendi o chiudi una posizione a un valore superiore rispetto al costo fiscalmente riconosciuto. Dividendi, distribuzioni e interessi, invece, sono proventi generati dagli strumenti o dalle somme presenti sul conto.

La distinzione è rilevante anche per la compensazione fiscale. Una minusvalenza da strumenti finanziari non può essere usata liberamente per ridurre la tassazione su dividendi o interessi. Se hai chiuso una posizione in perdita e nello stesso anno hai incassato dividendi, devi tenere separate le due componenti.

Per dichiarare correttamente questi proventi, devi ricostruire almeno:

  • tipologia di reddito ricevuto;

  • data di accredito;

  • importo lordo;

  • eventuale ritenuta estera applicata;

  • valuta di pagamento;

  • valore convertito in euro;

  • strumento o posizione da cui deriva il provento.

In dichiarazione, questi redditi possono confluire nel quadro RM del Modello Redditi PF o nel quadro M del 730, a seconda della tipologia di provento e del modello utilizzato.

Questo passaggio è importante soprattutto quando ricevi dividendi da società estere o distribuzioni da strumenti esteri. L’importo accreditato su eToro può essere già al netto di una ritenuta applicata all’estero, mentre per la dichiarazione italiana può essere necessario ricostruire il dato lordo, l’imposta eventualmente subita fuori dall’Italia e il valore corretto in euro.

Quali documenti eToro servono e come importarli in Finbooks

Il documento principale è l’Account Statement, cioè l’estratto conto eToro. È il file che contiene la cronologia dell’account: operazioni aperte e chiuse, depositi, prelievi, dividendi, interessi, commissioni, fee e altri movimenti rilevanti.

Per importare su Finbooks le operazioni effettuate in eToro, devi scaricare l’Account Statement in formato Excel/XLS e caricarlo senza modificarlo. Il file deve essere quello generato direttamente da eToro: modifiche manuali, righe eliminate o formati alterati possono compromettere la lettura dei dati.

Un punto molto importante è l’intervallo temporale. L’Account Statement deve coprire l’intero periodo di utilizzo dell’account, non solo l’anno fiscale che stai dichiarando. Se hai iniziato a usare eToro nel 2022 e devi dichiarare il 2025, il file deve partire dal 2022 e arrivare alla data di generazione del report.

Questo serve perché molte informazioni fiscali dipendono dallo storico. Se vendi nel 2025 un’azione acquistata nel 2022, il calcolo della plusvalenza richiede il costo di acquisto originario. Se importi solo il 2025, quel dato può mancare o risultare incompleto.

Lo stesso vale per crypto, ETF, CFD, commissioni, dividendi, interessi, depositi e prelievi. La dichiarazione non si costruisce solo sull’anno di vendita, ma sulla continuità dei dati che spiegano come si è formata la posizione fiscale.

Per scaricare il file da eToro, accedi al tuo account, entra nelle Impostazioni, seleziona Conto, scorri fino alla sezione Documenti e apri Estratto conto. Da lì scegli un intervallo Personalizzato, impostando come data iniziale il primo giorno in cui hai usato eToro e come data finale la data odierna o quella del giorno precedente. Una volta generato il report, scaricalo in formato XLS.

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A quel punto puoi caricare il file su Finbooks, creando una nuova connessione eToro. Finbooks usa l’Account Statement per ricostruire la cronologia fiscale del conto e organizzare le informazioni necessarie alla dichiarazione.

Il Tax Report eToro, quando disponibile, può essere utile come documento di supporto o controllo. Tuttavia, non sostituisce l’Account Statement e non deve essere trattato come una dichiarazione già pronta. Per Finbooks, il file operativo da caricare è l’Account Statement in formato Excel/XLS.

Nota: il file fornito da eToro può presentare limiti nella distinzione tra alcune operazioni long e short. Quando il dato sorgente non consente una lettura completa, la ricostruzione può richiedere verifiche aggiuntive.

Da eToro ai quadri dichiarativi: dove vanno i dati

Una volta ricostruita l’attività svolta su eToro, i dati devono essere separati nei quadri corretti della dichiarazione. Non tutto confluisce nello stesso punto, perché monitoraggio, imposte patrimoniali, plusvalenze, minusvalenze e redditi percepiti seguono logiche diverse.

Per il Modello Redditi PF, i riferimenti principali sono:

  • quadro RW, per monitoraggio fiscale, IVAFE e imposta sulle cripto-attività;

  • quadro RT, per plusvalenze e minusvalenze da strumenti finanziari e da cripto-attività, nelle rispettive sezioni;

  • quadro RM, per alcuni redditi di capitale, proventi esteri, dividendi, interessi o redditi soggetti a imposta sostitutiva, secondo il caso specifico.

Per il Modello 730, i quadri equivalenti sono:

  • quadro W, per monitoraggio fiscale, IVAFE e imposta sulle cripto-attività;

  • quadro T, per plusvalenze e minusvalenze da strumenti finanziari e da cripto-attività, nelle rispettive sezioni;

  • quadro M, per alcuni redditi di capitale, proventi esteri, dividendi, interessi o redditi soggetti a imposta sostitutiva, secondo il caso specifico.

Questa distinzione serve a evitare sovrapposizioni. Il valore delle attività detenute su eToro non è una plusvalenza. Un dividendo non è una minusvalenza. Una crypto non va trattata come un ETF. Una posizione in CFD non va letta automaticamente come acquisto diretto dell’asset sottostante.

Prima di arrivare alla compilazione, devi trasformare l’Account Statement in una posizione fiscale ordinata: attività detenute, operazioni chiuse, redditi percepiti, costi, cambi valuta e dati patrimoniali devono essere classificati in modo coerente con i quadri dichiarativi italiani.

Scadenze e versamenti: quando si paga

Dopo aver compilato i quadri dichiarativi, resta la parte dei versamenti. eToro non trattiene e non versa automaticamente le imposte italiane al posto tuo, quindi gli importi dovuti devono essere pagati autonomamente tramite modello F24.

Per la dichiarazione 2026 relativa all’anno d’imposta 2025, la scadenza ordinaria per il saldo e per l’eventuale primo acconto è il 30 giugno 2026. È possibile versare entro il 30 luglio 2026 con la maggiorazione prevista. Il 30 novembre 2026 rileva invece per il secondo o unico acconto, quando dovuto.

Queste scadenze possono riguardare diverse componenti fiscali: imposte patrimoniali, imposte sostitutive su plusvalenze o altri redditi, eventuali interessi e importi emersi dalla dichiarazione.

Come Finbooks ti aiuta a dichiarare eToro

Dichiarare eToro richiede quindi un lavoro non trascurabile: trasformare l’Account Statement in dati fiscali utilizzabili. Il file della piattaforma contiene la cronologia del conto, ma non è organizzato direttamente secondo la logica dei quadri italiani.

Con Finbooks puoi importare l’Account Statement eToro in formato Excel/XLS e ricostruire l’attività svolta sulla piattaforma: investimenti TradFi, crypto, operazioni chiuse, redditi percepiti, commissioni, depositi, prelievi e valori rilevanti per il monitoraggio.

Il vantaggio è che non devi lavorare manualmente riga per riga sul file eToro. Finbooks ti aiuta a separare le diverse componenti fiscali e a organizzare i dati necessari per:

  • quadro RW/W, per monitoraggio fiscale, IVAFE e imposta sulle cripto-attività;

  • quadro RT/T, per plusvalenze e minusvalenze;

  • quadro RM/M, per dividendi, interessi e altri proventi da indicare separatamente.

Questo è utile soprattutto se eToro non è l’unica piattaforma che usi. Se hai anche altri broker, exchange o wallet, la dichiarazione deve considerare l’intera posizione fiscale, non solo un singolo account. Finbooks ti permette di centralizzare i dati e ridurre il rischio di duplicazioni, omissioni o calcoli incoerenti tra piattaforme diverse.

Puoi provare Finbooks gratuitamente per 7 giorni, importare il tuo Account Statement eToro e iniziare a ricostruire la tua posizione fiscale prima di arrivare a ridosso delle scadenze.

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