Il Modello 730/2026 include il Quadro T, la sezione dedicata ai contribuenti senza Partita IVA che devono dichiarare nel 730 le plusvalenze e gli altri componenti fiscalmente rilevanti derivanti da operazioni in cripto-attività.
Fino a pochi anni fa, chi presentava il Modello 730 e aveva realizzato redditi da cripto-attività doveva spesso integrare la dichiarazione con il Quadro RT del Modello Redditi Persone Fisiche, con un passaggio poco intuitivo e poco lineare. Oggi, con il consolidamento del Quadro T, questi dati trovano invece collocazione direttamente all’interno del modello 730, rendendo più ordinata la gestione dichiarativa per chi rientra in questo perimetro.
In questa guida vedremo passo dopo passo come compilare i righi del Quadro T seguendo la struttura del modello 730/2026. Se utilizzi Finbooks, il Quadro T viene già generato precompilato secondo questa stessa logica.

Chi deve compilare il Quadro T?
Dopo aver inquadrato la funzione del Quadro T, dobbiamo capire a chi si applica concretamente. Questo quadro riguarda:
contribuenti senza Partita IVA che nel corso del 2025 hanno realizzato plusvalenze da cripto-attività; ricorda: per l'operatività del 2025 la franchigia è azzerata, quindi ogni euro di guadagno netto va dichiarato;
chi ha scelto la rivalutazione (affrancamento): se hai deciso di rideterminare il valore delle tue cripto-attività al 1° gennaio 2025 pagando l'imposta sostitutiva del 18%, la compilazione della Sezione X è l'unico modo per convalidare il nuovo costo di carico fiscale;
chi deve recuperare perdite passate: se intendi compensare le minusvalenze maturate nel 2023 o 2024 con i guadagni del 2025, o se devi riportare eccedenze di imposta versate in eccesso, il Quadro T ti permette di farlo senza dover ricorrere al Modello Redditi PF.
In sintesi, se presenti la dichiarazione con il Modello 730, il Quadro T ti consente di regolarizzare i redditi da cripto-attività in un unico documento.
Nota bene: Il Quadro T si focalizza esclusivamente sulla tassazione dei redditi (plusvalenze e proventi come staking o airdrop). L'obbligo di monitoraggio del patrimonio, invece, resta di competenza del Quadro W.
Prima di compilare il Quadro T: il costo fiscale
Prima ancora di inserire i dati nei righi del Quadro T, c’è un passaggio che determina la correttezza di tutto il risultato fiscale: ricostruire in modo corretto il costo di carico delle cripto-attività cedute. Per le operazioni del 2025, infatti, non basta sapere quanto hai incassato: devi anche sapere quale costo fiscale attribuire agli asset venduti o utilizzati, perché è da questa differenza che nasce la plusvalenza o la minusvalenza.
In termini pratici, se non riesci a documentare quanto hai pagato un determinato asset, ad esempio perché hai perso lo storico di un vecchio exchange, hai movimentato fondi tra più wallet senza continuità documentale o non hai ricostruito correttamente i passaggi onchain, quel costo potrebbe non essere riconosciuto in sede di controllo. In assenza di elementi certi e precisi, il rischio è che il costo fiscale venga assunto pari a zero.
Facendo un esempio, se vendi Bitcoin per 60.000 euro e riesci a dimostrare un costo fiscale di 40.000 euro, la plusvalenza imponibile sarà pari a 20.000 euro. Se invece quel costo non è adeguatamente documentato, l’imponibile potrebbe essere determinato in misura molto più elevata, con un effetto fiscale fortemente penalizzante.
Per questo la ricostruzione dello storico non è un passaggio secondario, ma una parte essenziale del calcolo fiscale. Software fiscali come Finbooks servono proprio a questo: ricostruire in modo coerente il prezzo di carico, organizzare la documentazione e arrivare alla dichiarazione con una base dati solida.
Come compilare correttamente le sezioni del Quadro T per le cripto-attività
Dopo aver chiarito chi deve compilare il Quadro T, il passaggio successivo è capire come inserire correttamente i dati nelle sezioni rilevanti del modello 730. Per le cripto-attività, il riferimento principale è la sezione dedicata ai redditi e alle plusvalenze, mentre il calcolo finale dell’imposta viene effettuato dal sistema dell’Agenzia delle Entrate o dal soggetto che presta assistenza fiscale.
Rigo T41: cessioni e proventi da cripto-attività non rivalutate
Il rigo T41 riguarda le cripto-attività per cui non hai esercitato la rideterminazione del valore. In termini operativi, i dati da presidiare sono soprattutto quelli delle colonne 3 e 4.
In colonna 3 vanno indicati i corrispettivi delle cessioni e i proventi fiscalmente rilevanti, come quelli derivanti da staking o da altre forme di impiego delle cripto-attività. In colonna 4 va invece indicato il costo fiscale degli asset ceduti, determinato sulla base della ricostruzione del relativo prezzo di carico.
Per la maggior parte dei contribuenti che dichiarano operazioni crypto ordinarie riferite al 2025, è qui che si concentra il cuore operativo del quadro: far confluire correttamente corrispettivi, proventi e costo fiscale nella sezione giusta.
Rigo T42: cessioni di cripto-attività rivalutate
Il rigo T42 è dedicato esclusivamente alle cessioni di cripto-attività per cui hai esercitato la rideterminazione del valore. In questi casi, il costo fiscale da considerare non è quello storico, ma quello rideterminato in base alla rivalutazione effettuata.
Anche qui, dal punto di vista operativo, i dati centrali sono soprattutto quelli delle colonne 3 e 4: in colonna 3 confluiscono i corrispettivi relativi alle cessioni delle cripto-attività rivalutate, mentre in colonna 4 va indicato il costo fiscale rideterminato, che sostituisce il costo storico.
Va tenuto presente un punto essenziale: eventuali minusvalenze riferite ad asset rivalutati non sono utilizzabili in compensazione. La rivalutazione serve ad aggiornare il costo fiscale e a incidere sul calcolo delle future plusvalenze, non a generare perdite fiscalmente deducibili.

Rigo T43: minusvalenze pregresse
Il rigo T43 serve a riportare le minusvalenze pregresse ancora non compensate, cioè le perdite fiscali emerse in dichiarazioni precedenti e ancora utilizzabili secondo le regole di riportabilità previste.
In questo rigo devi indicare l’ammontare delle minusvalenze residue che possono essere portate in compensazione con le plusvalenze realizzate nel 2025. Si tratta quindi di un passaggio rilevante, perché incide direttamente sulla riduzione della base imponibile.
Gestione delle eccedenze: righi T44 e T45
Il percorso prosegue con la gestione delle eccedenze e degli eventuali crediti già maturati.
Nel rigo T44 vanno indicate le eventuali minusvalenze certificate dagli intermediari, se presenti e fiscalmente rilevanti. Per le cripto-attività si tratta di un’ipotesi meno frequente, ma il dato va comunque riportato se risulta dalla documentazione rilasciata dall’intermediario.
Nel rigo T45 va invece indicata l’eventuale eccedenza di imposta sostitutiva risultante dalla precedente dichiarazione e non ancora utilizzata. Si tratta, in sostanza, di un credito già maturato che può concorrere a ridurre quanto dovuto.

Sezione X: rideterminazione del valore delle cripto-attività
La Sezione X va compilata solo se l'anno scorso hai esercitato la rideterminazione del valore di una o più cripto-attività possedute al 1° gennaio 2025, applicando l’imposta sostitutiva del 18%.
In questa sezione devi indicare, per ciascuna cripto-attività rivalutata, il valore rideterminato al 1° gennaio 2025 e la relativa imposta sostitutiva. Se hai scelto il pagamento rateale, va inoltre segnalata la rateizzazione secondo le modalità previste dal modello.
La funzione di questa sezione è formalizzare in dichiarazione il nuovo costo fiscale derivante dalla rideterminazione. In questo modo, nelle future cessioni, il costo da assumere non sarà più quello storico, ma quello aggiornato in base alla rivalutazione effettuata.

Calcolo dell’imposta nel Quadro T
Una volta inseriti correttamente i dati nei righi del Quadro T, il calcolo dell’imposta non viene effettuato manualmente dal contribuente: sarà il sistema dell’Agenzia delle Entrate, o il soggetto che presta assistenza fiscale, a determinare il risultato finale e l’eventuale imposta dovuta.
Per questo motivo, nel modello 730 il punto decisivo non è rifare a mano ogni passaggio del calcolo, ma imputare correttamente corrispettivi, proventi, costo fiscale, eventuali minusvalenze pregresse ed eccedenze nei righi pertinenti.
Se dal risultato finale emerge un imponibile positivo, l’imposta verrà applicata secondo l’aliquota prevista per il periodo d’imposta 2025. Se invece il saldo complessivo è negativo, non sarà dovuta alcuna imposta e l’eventuale minusvalenza residua seguirà le regole di riportabilità previste.
Soglia di esenzione e versamento
Per le operazioni fiscalmente rilevanti riferite al 2025 non si applica più la precedente soglia di esenzione dei 2.000 euro: ogni euro di plusvalenza netta concorre alla formazione della base imponibile.
Nel caso del modello 730, l’eventuale imposta dovuta non viene versata tramite un quadro autonomo compilato a mano dal contribuente, ma emerge dal prospetto di liquidazione della dichiarazione. Se invece presenti il Modello Redditi Persone Fisiche, il versamento avviene tramite modello F24 secondo i codici tributo e le scadenze applicabili.
Ottieni il Quadro T precompilato con Finbooks
Come hai potuto vedere da questa breve guida, non ti basta sapere in quale rigo inserire un numero. Il vero lavoro sta prima: ricostruire bene lo storico, attribuire il corretto costo fiscale agli asset ceduti, distinguere ciò che va nel Quadro T da ciò che segue un trattamento diverso e arrivare alla dichiarazione con dati coerenti.
È esattamente il tipo di lavoro per cui Finbooks è stato costruito: collegando wallet ed exchange, il software organizza le operazioni, ricostruisce lo storico fiscale e genera il quadro T precompilato, insieme a tutti gli altri quadri dichiarativi utili alla dichiarazione delle tue cripto-attività.
Se la tua posizione è più complessa, con un Piano Human puoi anche affidare la ricostruzione a un professionista e farti supportare nei passaggi più delicati.
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