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03/04/2026

Quadro RT 2026 per le cripto-attività: guida alla compilazione

Scopri come compilare correttamente il Quadro RT 2026 per le cripto-attività: una guida pratica per dichiarare le plusvalenze generate dalle operazioni con monete digitali nel Modello Redditi Persone Fisiche.

In questo articolo esamineremo insieme come compilare rigo per rigo il Quadro RT del Modello Redditi Persone Fisiche, con riferimento alla dichiarazione 2026 relativa all’anno d’imposta 2025.

Seguiremo le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate per gestire correttamente il calcolo di plusvalenze e minusvalenze da cripto-attività, definendo scadenze, nuove aliquote e modalità di versamento delle imposte. Con l'abolizione della franchigia e l'aggiornamento dei parametri fiscali, muoversi con precisione tra i righi del modello è una necessità per proteggere il nostro capitale.

Ricostruire la stratificazione dei costi d’acquisto tra exchange, wallet e protocolli diversi trasforma spesso la dichiarazione in un puzzle impossibile. Con Finbooks, in prova gratuita per 7 giorni, otteniamo il calcolo preciso del valore di carico: colleghi le piattaforme, analizzi le transazioni e generi automaticamente il report fiscale. Il risultato? I quadri RW/W e RT/T precompilati e pronti all'uso, senza errori nel calcolo del LIFO.

Cos'è il Quadro RT e chi deve compilarlo?

Se nel corso del 2025 hai movimentato il tuo portafoglio crypto, il Quadro RT del Modello Redditi PF rappresenta lo snodo cruciale della tua posizione fiscale. A differenza del Quadro RW, che monitora la consistenza del patrimonio, il Quadro RT ha una funzione puramente reddituale: serve a determinare le plusvalenze o minusvalenze realizzato e la relativa imposta da versare allo Stato.

La compilazione della Sezione V-A è obbligatoria per tutti i residenti fiscali in Italia che, attraverso vendite, permute tra categorie diverse o altri eventi fiscalmente rilevanti, abbiano generato una plusvalenza. Dichiarare correttamente in questo quadro non è solo un dovere impositivo, ma una scelta strategica: permette infatti di cristallizzare le minusvalenze (le perdite), trasformandole in un credito d'imposta utilizzabile per abbattere le tasse sui guadagni dei successivi quattro anni. In un mercato volatile, non tracciare le perdite significa rinunciare a un legittimo risparmio fiscale futuro.

Obblighi dichiarativi e principio di tassazione

È fondamentale non confondere il "possesso" con il "realizzo". Mentre il monitoraggio (Quadro RW/W) è un atto dovuto sulla fotografia statica del portafoglio, il Quadro RT entra in gioco quando quella fotografia si muove, generando flussi finanziari:

  • imposta sostitutiva del 26%: si applica sul risultato netto delle operazioni (plusvalenze meno minusvalenze); per il periodo d'imposta 2025, questa aliquota rappresenta l'ultimo scaglione prima dell'innalzamento al 33% previsto per il 2026;

  • addio alla franchigia: la dichiarazione 2026 segna uno spartiacque definitivo; la soglia di esenzione di 2.000€, che ha caratterizzato i periodi d'imposta 2023 e 2024, è stata ufficialmente abrogata; dal 1° gennaio 2025, ogni singolo euro di guadagno netto concorre alla formazione della base imponibile e viene tassato sin dal primo centesimo;

  • integrazione col Modello 730: per chi presenta il 730/2026, la procedura è ormai fluida: i dati che un tempo richiedevano l'invio di un Modello Redditi aggiuntivo confluiscono oggi direttamente nel Quadro T, semplificando l'iter burocratico per il contribuente.

Dall’RL all’RT: un dubbio che possiamo archiviare

Nel panorama normativo del 2026, non c'è più spazio per le incertezze del passato. Molti investitori si chiedono ancora se i proventi derivanti da staking, mining, airdrop o referral bonus debbano essere indicati tra i "redditi diversi" del Quadro RL. La risposta è netta: la distinzione è superata. A partire dalla riforma del 2023, ogni provento derivante da cripto-attività, indipendentemente dalla sua natura (sia essa trading attivo o rendita passiva), deve essere convogliato nella Sezione V-A del Quadro RT (o Quadro T per il 730).

Lo sdoppiamento dei righi: una complicazione burocratica

Se hai già compilato il Quadro RT negli anni passati, quest'anno noterai subito una novità aprendo la Sezione V-A. I righi RT41 e RT42 non sono più una riga singola, ma si sono "sdoppiati" attraverso l'introduzione di colonne aggiuntive. Questa modifica, emersa con le bozze dei modelli 2026, nasce dall'esigenza dell'Agenzia delle Entrate di separare nettamente il "prima" e il "dopo" 1° gennaio 2025 all'interno della stessa dichiarazione.

Cosa cambia concretamente nei righi RT41 e RT42:

  • colonne 1 e 2: dedicate alle operazioni (cessioni, permute) perfezionate prima del 1° gennaio 2025;

  • colonne 3 e 4: dedicate alle cessioni effettuate nel corso del 2025.

Questa distinzione non dipende dal tipo di operazione, ma segue un criterio puramente temporale. L'ipotesi tecnica è che l'Agenzia voglia gestire i casi "a cavallo d'anno": se hai venduto nel 2024 ma hai incassato nel 2025, utilizzerai le colonne 1 e 2 per recuperare la vecchia franchigia dei 2.000€. Per tutte le operazioni nate e concluse nel 2025, si useranno invece le colonne 3 e 4, dove la franchigia è ufficialmente azzerata.

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Prepariamoci alla compilazione

Muoversi tra i righi e le colonne che vedi nell'immagine qui sopra senza una base dati solida trasforma la dichiarazione in un campo minato. Per evitare che il sistema dell'Agenzia rilevi incongruenze, devi aver già ricostruito con precisione chirurgica la tua posizione fiscale crypto.

Assicurati di avere a disposizione questi tre pilastri contabili prima di inserire anche solo un numero:

  • i corrispettivi totali: il controvalore in euro di ogni operazione di vendita, permuta o conversione effettuata nel 2025.

  • il costo di carico fiscale (metodo LIFO): il valore d'acquisto delle cripto-attività cedute; senza questo dato, calcolare la plusvalenza reale è impossibile, o peggio: ti verrà calcolata con il prezzo di carico a zero.

  • il valore dei proventi: il valore di mercato al momento della ricezione per i token ottenuti da staking, mining o airdrop che sono stati successivamente venduti o scambiati nel 2025.

Avere questi dati già pronti (ottenendoli ad esempio tramite i report fiscali di CryptoBooks) è l'unico modo per compilare con massima precisione la nuova "geometria" dei modelli 2026.

Guida alla compilazione del Quadro RT rigo per rigo

Una volta pronti i dati, si passa all'inserimento nella Sezione V-A. Il costo o valore d'acquisto deve essere documentato con elementi certi e precisi: in mancanza di tale prova, il costo è considerato pari a zero, portando la plusvalenza a coincidere con l'intero corrispettivo percepito (o il valore normale in caso di permuta).

Righi RT41 e RT42: la ripartizione temporale

In questi righi devi separare le operazioni seguendo il criterio temporale richiesto dai nuovi modelli:

  • colonne 1 e 2 (cessioni pre-2025): popolate solo se la cessione si è perfezionata entro il 31/12/2024, ma l'incasso è avvenuto nel 2025; in Colonna 1 indichi il corrispettivo (o valore normale) e in Colonna 2 il relativo costo; solo qui si applica ancora la franchigia di 2.000€;

  • colonne 3 e 4 (cessioni anno 2025): qui inserisci l'operatività del 2025; nella Colonna 3 indichi i corrispettivi e nella Colonna 4 il costo fiscale (LIFO). Ricorda: su queste colonne la franchigia è abrogata e ogni euro di guadagno concorre alla formazione del reddito.

RT42: dedicato esclusivamente a chi ha esercitato l'opzione di rideterminazione del valore (rivalutazione) ai sensi della L. 197/2022 o della L. 207/2024.

Rigo RT43: minusvalenze degli anni precedenti

In questo rigo non avviene alcun calcolo automatico: devi indicare le minusvalenze certificate o risultanti dalle precedenti dichiarazioni (nello specifico dal rigo RT94 del Modello REDDITI 2024) che intendi portare in deduzione.

Nota tecnica: le perdite degli anni passati (dal 2023 in poi) possono abbattere i guadagni di quest'anno solo se sono state regolarmente indicate nella dichiarazione dell'anno in cui sono state realizzate. In caso contrario, non potrai utilizzarle per ridurre la base imponibile.

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Rigo RT45: eccedenza d’imposta sostitutiva

Qui va indicata l’eventuale eccedenza di imposta risultante dalla dichiarazione dell'anno scorso. Si tratta di un credito che ti porti dietro (perché magari avevi pagato più del dovuto o avevi acconti in eccesso) e che puoi usare oggi per abbattere direttamente l'imposta da versare.

Sezione VI – Il calcolo del risultato finale (Rigo RT57)

Il rigo RT57 è il punto più critico della dichiarazione, dove i dati inseriti nelle diverse colonne convergono per determinare la base imponibile. La sua struttura riflette lo sdoppiamento temporale che abbiamo analizzato:

  • per le operazioni antecedenti al 2025 (Col. 1-2): la plusvalenza o minusvalenza rileva solo per la parte che eccede la franchigia di 2.000€;

  • per le operazioni del 2025 (Col. 3-4): il risultato (differenza tra Colonna 3 e Colonna 4) rileva integralmente, senza alcuna franchigia.

L'allerta tecnica: se la tua operatività è avvenuta interamente nel 2025, verifica con attenzione che il risultato in RT57 Colonna 2 corrisponda al tuo guadagno netto reale. Il rischio di questo modello "ibrido" è che il software possa applicare per errore la franchigia di 2.000€ anche dove non dovrebbe più esserci, generando un'incongruenza che il Fisco potrebbe rilevare in fase di controllo automatizzato.

Rigo RT58: imposta sostitutiva dovuta

Una volta determinata la base imponibile nel rigo precedente, l'RT58 è il campo dove viene calcolato il debito verso lo Stato applicando l'aliquota del 26%.

  • In colonna 1: va indicata l'imposta lorda calcolata sulla plusvalenza netta (risultante dal rigo RT57 colonna 2).

  • In colonna 2: si riporta l'imposta effettivamente dovuta al netto di eventuali crediti. Per la quasi totalità dei contribuenti, questo valore coinciderà con quello della Colonna 1.

Rigo RT60: imposta a debito o a credito

È il rigo finale di riepilogo. Se il saldo è positivo, l'importo indicato in Colonna 2 rappresenta la cifra definitiva che dovrai versare tramite modello F24 entro le scadenze ordinarie (30 giugno 2026), utilizzando il Codice Tributo 1100.

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Le scadenze per la dichiarazione 2026 (Redditi 2025)

Rispettare i termini è fondamentale per non incorrere in sanzioni. Ecco il calendario fiscale 2026 aggiornato per chi deve dichiarare le cripto-attività:

Modello 730/2026 (Quadro W e Quadro T)

  • Versamento imposte (F24): il saldo dell'imposta sulle plusvalenze (26%) e dell'imposta sulle cripto-attività (IC) va versato entro il 30 giugno 2026 (l’eventuale secondo acconto scade il 30 novembre 2026). È possibile differire il pagamento al 31 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40%.

  • Invio dichiarazione: la scadenza per la presentazione del 730 è il 30 settembre 2026.

Modello Redditi Persone Fisiche 2026 (Quadro RW e Quadro RT)

  • Versamento imposte (F24): stesse scadenze del 730 (30 giugno o 31 luglio con maggiorazione).

  • Invio dichiarazione: la trasmissione telematica del Modello Redditi deve avvenire entro il 2 novembre 2026 (poiché il 31 ottobre cade di sabato).

Come versare l'imposta: codici tributo e F24

Una volta determinato il debito d'imposta nel Quadro RT (o nel Quadro T), il passaggio finale è il versamento. Per i redditi 2025, il codice tributo specifico da utilizzare per l'imposta sostitutiva sulle plusvalenze è:

  • 1715: "Imposta sostitutiva su plusvalenze e altri proventi da cripto-attività - Regime dichiarativo".

Come compilare i campi dell'F24:

  • Codice tributo: 1715

  • Rateazione: 0101

  • Anno di riferimento: 2025

  • Importi a debito versati: l'ammontare dell'imposta calcolata (solitamente il valore indicato nel rigo RT58).

Hai dubbi sulla compilazione dell'F24? Se vuoi approfondire come gestire i calcoli degli acconti, le soglie di esenzione per i versamenti minimi o come rimediare a un ritardo, leggi la nostra guida ai codici tributo per le cripto-attività nel modello F24.

Compilare il Quadro RT nel 2026 con CryptoBooks

Compilare correttamente il Quadro RT per dichiarare le plusvalenze da cripto-attività può sembrare complesso, specialmente con le nuove colonne sdoppiate del 2026.

Tuttavia, la vera difficoltà non risiede nel modello ministeriale, ma nella ricostruzione a monte della storia fiscale del portafoglio. Sbagliare il calcolo del costo di carico (LIFO) o non documentare correttamente una permuta significa rischiare che il Fisco valuti il tuo costo d'acquisto pari a zero, tassando l'intero valore di realizzo.

Per questo migliaia di investitori utilizzano CryptoBooks: collegando exchange e wallet, il software elabora automaticamente la cronologia delle transazioni e ti permette di gestire la tua posizione in due modi:

  • dichiarativi precompilati e report: ottieni i quadri RT/T e RW/W già compilati con i valori esatti da inserire rigo per rigo; insieme ai dichiarativi, avrai a disposizione l'intero set di report di supporto (come l'elenco analitico delle transazioni) necessari per documentare i calcoli in caso di accertamento;

  • delega la dichiarazione: se preferisci affidare a un professionista l'intera gestione della tua posizione fiscale, puoi attivare un piano Human: un nostro esperto si occuperà della ricostruzione integrale delle operazioni, del calcolo delle imposte e della preparazione dei tuoi quadri dichiarativi, consegnandoti i report definitivi pronti per essere utilizzati.

Puoi provare CryptoBooks gratuitamente per 7 giorni e semplifica la tua dichiarazione 2026 con dati certi, precisi e pronti per il caricamento.

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