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03/04/2026

Tassazione ByBit: come dichiarare e pagare le imposte sulle crypto

Scopri come dichiarare correttamente le crypto su Bybit, calcolare le tasse e versare l’imposta usando Finbooks. Guida pratica aggiornata al 2026

Se hai usato Bybit per detenere o scambiare criptovalute, devi conoscere le regole sulla tassazione applicabili in Italia. Con l’Agenzia delle Entrate che ha intensificato i controlli sulle piattaforme estere non registrate all’OAM, dichiarare correttamente le operazioni su Bybit è indispensabile per evitare sanzioni.

In questa guida ti spiego tutto quello che devi sapere per dichiarare correttamente le crypto detenute o scambiate su Bybit, calcolare le imposte dovute e restare perfettamente in regola. Bybit è una piattaforma di scambio di criptovalute molto nota a livello internazionale che, ad oggi, non è registrata presso l’OAM in Italia né dispone di licenza CASP.

Nei paragrafi seguenti vedremo come, grazie a Finbooks, potrai:

  • sapere quando e come si pagano le imposte sulle crypto presenti o movimentate su Bybit;

  • adempiere al monitoraggio fiscale e dichiarare i guadagni realizzati;

  • seguire i riferimenti normativi essenziali e compilare correttamente i quadri fiscali;

  • effettuare i versamenti dovuti tramite modello F24.

Questa guida è pensata per chi cerca un metodo chiaro, conforme ed efficiente. Che tu abbia poche operazioni o gestisca un portafoglio articolato, qui troverai risposte pratiche e, con Finbooks, anche gli strumenti per non sbagliare nulla.

Tasse su ByBit: gli obblighi principali

Utilizzare Bybit comporta obblighi fiscali precisi che ricadono interamente su di te. Essendo una piattaforma estera non registrata all’OAM, Bybit non agisce da sostituto d’imposta ai fini dell’imposta di bollo: questo significa che devi calcolare e versare autonomamente l’imposta sul valore delle cripto-attività (IC). Per quanto riguarda le plusvalenze, invece, anche su piattaforme registrate resta comunque tua responsabilità dichiararle correttamente, perché nessun exchange opera come sostituto d’imposta su questo tipo di redditi.

In particolare:

  • imposta sul valore delle cripto-attività (IC): pari allo 0,2% del valore delle tue crypto detenute al 31 dicembre; Bybit non applica l’imposta di bollo, quindi devi calcolare e versare autonomamente l'IC;

  • imposta sostitutiva sulle plusvalenze: pari al 26% dei profitti ottenuti scambiando o vendendo crypto; anche in questo caso, spetta a te dichiarare e pagare l’imposta attraverso la dichiarazione dei redditi;

  • obblighi di monitoraggio fiscale: devi indicare i saldi delle tue crypto nel quadro RW (o quadro W) e dichiarare le plusvalenze o minusvalenze nel quadro RT (o quadro T).

Operare su un exchange estero come Bybit richiede un controllo fiscale più attento, soprattutto per quanto riguarda il monitoraggio e il pagamento corretto delle imposte. Non si tratta semplicemente di “fare i conti” a fine anno: devi conoscere bene gli adempimenti richiesti e rispettarli con precisione.

Imposta di bollo e IC: le differenze

Se hai già utilizzato exchange come Binance, potresti essere abituato a vedere una trattenuta automatica dello 0,2% sul valore delle tue crypto a fine anno: quella è l’imposta di bollo, applicata da alcuni operatori che, per questa specifica voce, agiscono come sostituti d’imposta.

Con Bybit, invece, questo non avviene. Bybit non applica né trattiene alcun importo a titolo di imposta di bollo o equivalente. Di conseguenza:

  • sei tu a dover dichiarare autonomamente il valore delle cripto-attività detenute su Bybit;

  • sei tu a dover calcolare e versare l’Imposta sul Valore delle Cripto-attività (IC), pari allo 0,2% del valore complessivo al 31 dicembre.

Se detieni crypto su più wallet o exchange esteri, dovrai sommare i valori di tutti i portafogli e calcolare l’imposta complessiva. L’IC è dovuta solo se supera il minimo di 12 euro, che corrisponde a circa 6.000 euro di valore totale delle attività.

E ricorda: la presenza o meno del prelievo automatico da parte di un exchange non ti esonera mai dall’obbligo di monitorare e dichiarare correttamente le crypto detenute ai fini fiscali. Ogni fonte, ogni wallet, ogni saldo rilevante deve essere tracciato con precisione nel quadro RW (o quadro W).

Collega Bybit a Finbooks in un minuto

Prima di procedere con la dichiarazione fiscale, è fondamentale avere uno storico completo, preciso e ordinato di tutte le operazioni effettuate su Bybit. Ogni acquisto, vendita, scambio o ricompensa ricevuta deve essere tracciato correttamente.

Connessione automatica via API

Partiamo dal come puoi importare lo storico delle tue operazioni tramite API; dopo aver effettuato l'accesso alla piattaforma Bybit segui attentamente questi passaggi:

  • dal menu profilo, seleziona API Management;

  • clicca su Create New Key;

  • scegli la tipologia API Transaction;

  • assegna un nome alla chiave (puoi sceglierlo liberamente);

  • spunta l’opzione Read Only per limitare i permessi e garantire la sicurezza;

  • premi Submit per generare le chiavi;

  • salva immediatamente sia la API Key che la Secret Key: per motivi di sicurezza, non saranno più visibili successivamente.

Ora che hai creato le chiavi, accedi a Finbooks e:

  • clicca su Aggiungi Connessione;

  • seleziona Bybit (puoi usare il filtro Exchange API per trovarlo più velocemente);

  • incolla le chiavi copiate e conferma.

Finbooks importerà automaticamente tutte le tue operazioni registrate su Bybit, ma tieni conto che per limitazioni tecniche poste dallo stesso exchange Bybit, i dati disponibili via API coprono solo gli ultimi due anni di attività.

Se hai operazioni più vecchie, dovrai scaricare i report direttamente dalla piattaforma e importarli su Finbooks tramite il template CSV personalizzato. Vediamo come farlo.

Importazione manuale tramite file CSV

Se hai bisogno di integrare dati più vecchi o preferisci procedere manualmente, puoi importare i tuoi movimenti su Finbooks tramite file CSV. Segui questi passaggi:

  • accedi al tuo account Bybit;

  • vai alla sezione Esporta Estratto Conto;

  • seleziona tutte le voci disponibili (Account Change Details, Derivatives/Inverse Derivatives, Unified Trading Account);

  • imposta il range di date più ampio possibile. Se necessario, esporta più file separati;

  • clicca su Esporta e poi su Scarica;

  • decomprimi eventuali file ZIP per ottenere i singoli file CSV.

Una volta scaricati i CSV:

  • converti i file utilizzando il template CSV personalizzato fornito da Finbooks, così da uniformare correttamente i dati;

  • carica i file convertiti sulla piattaforma.

Finbooks elaborerà automaticamente tutte le operazioni importate, verificando e classificando ogni transazione.

Quadro RW/W: Bybit va inserito? Sì, vediamo perché

Uno dei dubbi più frequenti tra chi utilizza exchange esteri è: “Se Bybit non trattiene alcuna imposta, devo comunque inserirlo nel quadro RW?” La risposta è sempre sì.

Le criptovalute detenute presso operatori esteri vanno monitorate e indicate nel quadro RW (o W), indipendentemente dal fatto che siano stati applicati prelievi fiscali o meno.

In particolare:

devi indicare il valore di mercato delle crypto al 31 dicembre oppure al momento del cash-out;

Devi selezionare come modalità di detenzione “Deposito”.

La corretta compilazione del quadro RW (o W) è essenziale per evitare sanzioni in caso di controlli fiscali, anche se il valore delle attività è modesto. Se vuoi una guida dettagliata su come compilare il quadro RW/W passo passo, la trovi qui "Guida pratica quadro RW/W 2026".

Modello F24: come si paga l’imposta sulle cripto-attività detenute su Bybit

Dal momento che Bybit non funge da sostituto d’imposta, il pagamento dell’imposta sul valore delle cripto-attività (IC) è interamente a tuo carico.

Il versamento si effettua tramite modello F24, utilizzando i seguenti codici tributo:

  • 1727: saldo dell’imposta IC relativa all’anno d’imposta (esempio: 2025, da versare nel 2026);

  • 1728: prima rata (o rata unica) di acconto per l’anno successivo;

  • 1729: seconda rata di acconto.

Se l’imposta dovuta è inferiore a 12 euro, ricorda che il versamento non è obbligatorio. Tuttavia, la compilazione del quadro RW/W resta sempre necessaria.

Quadro RT/T: dichiarare le plusvalenze ottenute su Bybit

Se durante l’anno hai realizzato plusvalenze, sei tenuto a dichiararle. Ricorda che il calcolo delle plusvalenze va fatto unitamente per tutti i conti e wallet di cui sei in possesso.

A seconda del modello per la dichiarazione dei redditi che utilizzi:

  • con il Modello Redditi PF, compili il Quadro RT;

  • con il Modello 730, utilizzi il nuovo Quadro T.

Il calcolo delle plusvalenze (effettuato tramite metodo LIFO) avviene così:

  • RT41: in questo rigo andrai ad indicare gli incassi da vendita o conversione di crypto;

  • RT42: qui invece indicherai il costo storico di acquisto (incluse eventuali fee);

  • RT43: qui indichi l'eventuale eccedenza riportata dagli anni passati.

Se hai realizzato plusvalenze, verrà applicata l’aliquota del 26% e indicato l’importo nel rigo RT57 (o corrispondente nel quadro T). Per approfondire, abbiamo pubblicato sul nostro blog anche una guida alla compilazione del neo aggiunto quadro T e aggiornato le indicazioni del quadro RT.

Modello F24: come si pagano le imposte sulle plusvalenze crypto

Anche l’imposta sostitutiva del 26% sulle plusvalenze va pagata tramite modello F24, con:

  • Codice tributo 1715 → imposta sostitutiva su plusvalenze da cripto-attività.

Nel F24 dovrai quindi indicare:

  • il codice 1715;

  • l’anno d’imposta di riferimento (esempio: 2025);

  • l’importo risultante dal quadro RT o T.

La scadenza ordinaria per il pagamento è fissata al 30 giugno. Anche se l’invio del quadro dichiarativo (RT o T) è previsto per l’autunno, dato che il versamento richiede il calcolo corretto delle imposte, è consigliabile completare la compilazione dei quadri entro giugno.

Se paghi in ritardo o commetti errori nei versamenti, puoi regolarizzare la posizione tramite il ravvedimento operoso.

Addio alla franchigia dei 2000€

La dichiarazione 2026 segna uno spartiacque definitivo; la soglia di esenzione di 2.000€, che ha caratterizzato i periodi d'imposta 2023 e 2024, è stata ufficialmente abrogata; dal 1° gennaio 2025, ogni singolo euro di guadagno netto concorre alla formazione della base imponibile e viene tassato sin dal primo centesimo.

La tua documentazione deve parlare per te

Per essere pienamente conforme in caso di accertamento, è essenziale:

  • conservare estratti conto, report CSV, log API, screenshot di operazioni rilevanti;

  • mantenere uno storico dettagliato di come sono stati calcolati plusvalenze e minusvalenze;

  • predisporre report coerenti che documentino ogni guadagno, ogni costo e ogni fee applicata.

Finbooks ti aiuta ad automatizzare tutto questo processo, assicurando ordine, coerenza e piena tracciabilità dei dati.

Con Finbooks, le tasse su Bybit non sono più un problema

Gestire la fiscalità crypto non deve essere un peso aggiuntivo al trading.

Con Finbooks puoi importare automaticamente i dati da Bybit (e oltre 600 piattaforme supportate), generare report precompilati pronti per la dichiarazione dei redditi e monitorare costantemente la tua posizione fiscale.

Grazie a Finbooks:

  • ottieni un quadro chiaro di minusvalenze, plusvalenze e imposte dovute;

  • individui eventuali discrepanze;

  • presenti una dichiarazione precisa e difendibile in caso di controlli.

Prova Finbooks gratuitamente per 7 giorni: collega il tuo account Bybit, importa i dati e semplifica la gestione fiscale del tuo portafoglio crypto.

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