Con la Legge di Bilancio 2026 il legislatore ha eliminato ogni incertezza: le cripto-attività vengono espressamente ricomprese nella situazione patrimoniale rilevante ai fini ISEE.
Il punto chiave è che le crypto vengono equiparate, nella logica di calcolo, alle altre componenti del patrimonio mobiliare. In altre parole: non basta più “mettere un valore a fine anno e via”. Serve un approccio più rigoroso e più aderente alle regole previste.

Il criterio di valorizzazione delle cripto-attività ai fini ISEE segue le regole del patrimonio mobiliare: nella DSU conta il valore detenuto al 31 dicembre, riferito al secondo anno precedente rispetto alla presentazione della dichiarazione.
Per l’ISEE 2026, questo significa indicare il controvalore in euro complessivo delle cripto-attività possedute al 31/12/2024.
In presenza di variazioni significative della situazione economica, è possibile valutare il ricorso all’ISEE corrente, che utilizza dati più recenti secondo le regole previste dalla normativa vigente.
Per chi usa più exchange, sposta fondi tra wallet, opera in DeFi o fa molte transazioni, calcolare la giacenza media manualmente può diventare un lavoro enorme.
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