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03/08/2026

DEGIRO tasse 2026: come dichiarare azioni, ETF, dividendi e plusvalenze

Investi con DEGIRO e risiedi fiscalmente in Italia? Scopri quali tasse pagare, quali quadri compilare e come importare le transazioni di DEGIRO in Finbooks.

Come funzionano le tasse su DEGIRO nel 2026? Se investi tramite DEGIRO e sei fiscalmente residente in Italia, devi gestire personalmente gli adempimenti fiscali legati ai tuoi investimenti. A differenza di un broker in regime amministrato, DEGIRO opera in regime dichiarativo: mette a disposizione un report fiscale, ma non calcola né versa le imposte per tuo conto.

Il report fornito dalla piattaforma può semplificare la preparazione della dichiarazione, ma va sempre verificato nel contesto della propria posizione fiscale. Se investi anche tramite altri broker o hai effettuato trasferimenti di titoli, la dichiarazione deve tenere conto della tua posizione fiscale nel suo complesso e non delle sole operazioni registrate su DEGIRO.

Sapere quali dati utilizzare, quando il report è sufficiente e quando invece va integrato è fondamentale per preparare correttamente la dichiarazione dei redditi ed evitare errori.

DEGIRO opera in regime dichiarativo?

Sì. Con il regime dichiarativo, gli adempimenti che un intermediario in regime amministrato gestirebbe direttamente restano a carico dell’investitore: determinare i redditi imponibili, compilare i quadri della dichiarazione e versare le imposte dovute.

DEGIRO mette a disposizione un report fiscale annuale, ma il documento ha valore informativo e non sempre contiene, da solo, tutti i dati e i calcoli necessari per preparare correttamente la dichiarazione. Anche se utilizzi soltanto DEGIRO, copiare i valori nel 730 o nel Modello Redditi senza comprenderne i calcoli può portare a errori, soprattutto in presenza di strumenti diversi, dividendi, operazioni in valuta o minusvalenze.

La ricostruzione diventa ancora più articolata se investi anche tramite altri broker o possiedi cripto-attività. In quel caso occorre riunire dati provenienti da fonti diverse e applicare a ciascuna attività le relative regole fiscali, così da ottenere una posizione complessiva coerente.

Finbooks permette di importare questi dati, ricostruire i calcoli fiscali e preparare i quadri precompilati da utilizzare direttamente o condividere con il commercialista.

Per capire quali obblighi derivano dall’attività svolta su DEGIRO, bisogna partire da una distinzione fondamentale: detenere un investimento non produce gli stessi effetti fiscali di venderlo o ricevere un provento.

DEGIRO va dichiarato anche se non hai venduto?

Il fatto di non aver effettuato vendite durante l’anno non elimina gli obblighi dichiarativi. Se hai detenuto investimenti tramite DEGIRO, devi comunque indicarli nel Quadro W del 730 o nel Quadro RW del Modello Redditi ai fini del monitoraggio fiscale e del calcolo dell’IVAFE.

La vendita produce effetti fiscali diversi. Quando chiudi una posizione, l’operazione può generare una plusvalenza o una minusvalenza da riportare in dichiarazione. Se mantieni gli strumenti in portafoglio, invece, non realizzi alcun guadagno o perdita dalla vendita, ma resta l’obbligo di dichiarare gli investimenti detenuti all’estero.

Dividendi e interessi seguono ancora un’altra logica: possono essere fiscalmente rilevanti nel momento in cui li percepisci, anche se continui a detenere i titoli da cui derivano.

Per dichiarare correttamente DEGIRO bisogna quindi distinguere tra investimenti detenuti, operazioni concluse e proventi ricevuti. Ciascuna componente produce obblighi e imposte differenti.

Quali tasse si pagano su DEGIRO?

Gli investimenti detenuti tramite DEGIRO possono generare imposte diverse, a seconda dello strumento utilizzato e di ciò che è avvenuto durante l’anno. Vendere un titolo, ricevere un dividendo e mantenere un investimento in portafoglio sono eventi distinti e non vengono tassati nello stesso modo.

Plusvalenze e minusvalenze

Quando vendi uno strumento finanziario, la differenza tra il corrispettivo ricevuto e il costo fiscalmente riconosciuto determina il risultato dell’operazione. Se il valore è positivo, realizzi una plusvalenza; se è negativo, una minusvalenza.

Per azioni, obbligazioni, derivati e altri strumenti che generano redditi diversi di natura finanziaria, le plusvalenze sono generalmente soggette a un’imposta sostitutiva del 26%. Le minusvalenze possono essere utilizzate per compensare plusvalenze compatibili realizzate nello stesso anno o nei quattro successivi. Non tutti gli strumenti seguono però le stesse regole: nel caso di ETF e fondi, per esempio, guadagni e perdite hanno un trattamento fiscale differente che vedremo più avanti.

Per calcolare correttamente il risultato non basta confrontare il prezzo di acquisto e quello di vendita mostrati sulla piattaforma. Bisogna considerare anche commissioni, eventuali operazioni societarie e conversioni in euro quando gli importi sono espressi in valuta estera.

Dividendi e altri proventi

I dividendi non sono plusvalenze, perché non derivano dalla vendita del titolo. Sono redditi di capitale e devono essere trattati separatamente, insieme agli interessi e agli altri proventi distribuiti dagli strumenti detenuti. Sui dividendi esteri può essere applicata una ritenuta nel Paese della società che li distribuisce. L’aliquota cambia in base allo Stato di origine, alla natura del prodotto e all’eventuale applicazione di una convenzione contro le doppie imposizioni. La presenza di una ritenuta estera non esclude automaticamente la tassazione prevista in Italia, motivo per cui nel report vanno controllati sia l’importo lordo sia le imposte già trattenute.

IVAFE

Gli strumenti finanziari detenuti tramite DEGIRO rientrano nel monitoraggio delle attività estere e sono soggetti all’IVAFE. Per i prodotti finanziari, l’imposta è pari allo 0,2% del valore degli investimenti, calcolato in proporzione alla quota posseduta e ai giorni di detenzione.

L’IVAFE non dipende quindi dalla presenza di un guadagno. Può essere dovuta anche se non hai venduto nulla o se il portafoglio ha perso valore, perché si applica agli investimenti detenuti e non al rendimento ottenuto.

Imposta sulle transazioni finanziarie

Alcune operazioni possono essere soggette anche all’imposta italiana sulle transazioni finanziarie, conosciuta come Tobin Tax. Riguarda determinate azioni italiane e alcuni derivati collegati a strumenti soggetti all’imposta.

In questo caso DEGIRO calcola, trattiene e versa direttamente l’importo dovuto per conto del cliente. La Tobin Tax non va quindi confusa con le imposte che emergono dalla dichiarazione dei redditi: viene applicata al momento dell’operazione e solo sugli strumenti che rientrano nel suo ambito.

Il trattamento fiscale cambia quindi in base al prodotto presente nel portafoglio. Per capire dove confluiscono questi importi, bisogna vedere separatamente come vengono gestiti azioni, ETF, obbligazioni e strumenti derivati.

Come si dichiarano gli strumenti detenuti su DEGIRO

Non tutti gli strumenti finanziari seguono le stesse regole fiscali. Dichiarare un’azione, un ETF, un’obbligazione o un derivato non significa necessariamente compilare gli stessi quadri o applicare la stessa disciplina.

Per questo motivo, prima di compilare la dichiarazione è importante identificare quali strumenti hai detenuto o negoziato durante l’anno. Lo stesso investimento può infatti generare obblighi diversi a seconda che venga semplicemente mantenuto in portafoglio, venduto o che produca dividendi, interessi o altri proventi.

Vediamo quindi come vengono trattate le principali tipologie di strumenti disponibili su DEGIRO.

Azioni

Le azioni detenute tramite DEGIRO rientrano tra le attività finanziarie estere e devono essere considerate ai fini del monitoraggio fiscale e dell’IVAFE, anche se non sono state vendute durante l’anno.

Quando vendi un’azione, l’eventuale guadagno o perdita confluisce invece tra i redditi diversi di natura finanziaria e può generare una plusvalenza o una minusvalenza da dichiarare.

Se durante l’anno hai ricevuto dividendi, questi seguono una disciplina distinta rispetto alle plusvalenze e devono essere trattati come redditi di capitale. Lo stesso vale per eventuali operazioni societarie, come fusioni, scissioni o frazionamenti azionari, che possono incidere sulla ricostruzione del costo fiscale.

ETF e fondi

Gli ETF seguono molte delle regole viste per le azioni, ma presentano alcune particolarità fiscali che dipendono dalla tipologia dello strumento.

La detenzione rileva ai fini del monitoraggio fiscale e dell’IVAFE, mentre la vendita può generare plusvalenze o minusvalenze. Anche eventuali proventi distribuiti dall’ETF devono essere valutati separatamente.

Occorre inoltre distinguere tra ETF armonizzati e non armonizzati, perché il relativo trattamento fiscale può cambiare. Per questo motivo è importante identificare correttamente lo strumento prima di predisporre la dichiarazione.

ETF armonizzati e non armonizzati

La distinzione tra ETF armonizzati e non armonizzati incide sul trattamento fiscale dei proventi e dei risultati realizzati. In particolare, gli ETF non armonizzati possono essere soggetti alla tassazione ordinaria IRPEF invece dell’imposta sostitutiva generalmente applicata agli strumenti armonizzati.

Anche la gestione di guadagni e perdite richiede attenzione: per gli ETF, i proventi positivi e le minusvalenze non seguono sempre le stesse regole di compensazione previste per azioni e altri strumenti finanziari. Per questo è necessario identificare correttamente la tipologia di ETF prima di predisporre la dichiarazione.

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A te gli investimenti. A noi la fiscalità.

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Obbligazioni

Per le obbligazioni occorre distinguere tra gli interessi periodicamente percepiti e l’eventuale risultato ottenuto dalla vendita o dal rimborso del titolo.

Anche in questo caso la detenzione rileva ai fini del monitoraggio fiscale e dell’IVAFE, mentre interessi e risultati delle operazioni seguono regole fiscali differenti e devono essere dichiarati separatamente.

Opzioni, derivati e prodotti a leva

Opzioni, futures, CFD e altri strumenti derivati possono generare redditi diversi rispetto agli strumenti finanziari tradizionali e richiedono una corretta classificazione fiscale.

Se hai operato su questi prodotti, è importante verificare il trattamento previsto per ciascuna tipologia, perché modalità di calcolo e compensazione possono differire rispetto ad azioni ed ETF.

Operazioni in valuta estera

Molti strumenti disponibili su DEGIRO sono negoziati in dollari statunitensi o in altre valute estere. Per questo motivo il risultato fiscale non coincide necessariamente con il semplice guadagno visualizzato sulla piattaforma.

Commissioni, conversioni valutarie e cambi applicabili possono incidere sul calcolo finale. Per preparare correttamente la dichiarazione è quindi necessario ricostruire le operazioni secondo i criteri previsti dalla normativa fiscale italiana, anziché limitarsi ai valori mostrati dal broker.

Come importare DEGIRO su Finbooks

Dopo aver chiarito quali operazioni hanno rilevanza fiscale, il passaggio successivo è recuperare da DEGIRO lo storico necessario per ricostruire correttamente la dichiarazione.

Per importare DEGIRO su Finbooks è sufficiente esportare dalla piattaforma il file CSV contenente lo storico delle operazioni relative all’anno che stai dichiarando. Questo file verrà utilizzato da Finbooks per ricostruire la tua posizione fiscale.

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Una volta scaricato il CSV, crea una nuova connessione DEGIRO su Finbooks, assegnale un nome e carica il file appena esportato.

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Al termine dell’importazione, Finbooks analizza automaticamente le operazioni presenti nel file, ricostruisce la cronologia fiscale del conto ed esegue i calcoli necessari per la dichiarazione.

Se DEGIRO è l’unica piattaforma che hai utilizzato, potrai già andare nella sezione Tax Reports e scaricare i quadri precompilati; se invece investi anche tramite altri broker o possiedi cripto-attività, puoi aggiungere anche queste connessioni per ottenere una ricostruzione fiscale completa prima di generare i quadri precompilati.

Quali quadri compilare per dichiarare DEGIRO

I quadri da compilare dipendono dal tipo di investimenti detenuti e dalle operazioni effettuate durante l’anno. Non tutti gli utenti DEGIRO compileranno gli stessi quadri: la dichiarazione cambia in base agli strumenti presenti nel portafoglio e ai redditi che hanno generato.

Nella maggior parte dei casi, gli investimenti effettuati tramite DEGIRO confluiscono nei quadri dedicati al monitoraggio fiscale, ai redditi diversi di natura finanziaria e ai redditi di capitale.

Quadro W del 730 o Quadro RW del Modello Redditi

Il Quadro W del 730 e il Quadro RW del Modello Redditi sono dedicati al monitoraggio fiscale delle attività finanziarie detenute all’estero e delle cripto-attività. È qui che dichiari gli investimenti detenuti tramite DEGIRO e, quando dovuta, viene calcolata anche l’IVAFE.

Quadro T del 730 o Quadro RT del Modello Redditi

Le plusvalenze e le minusvalenze realizzate con la vendita di azioni, ETF, obbligazioni e altri strumenti finanziari confluiscono nel Quadro T del 730 o nel Quadro RT del Modello Redditi.

In questa sezione vengono riportati i risultati delle operazioni che hanno generato un guadagno o una perdita fiscalmente rilevante.

Quadro M del 730 o Quadro RM del Modello Redditi

Dividendi, interessi e altri redditi di capitale percepiti tramite DEGIRO possono dover essere dichiarati nel Quadro M del 730 o nel Quadro RM del Modello Redditi, tenendo conto anche delle eventuali ritenute fiscali applicate all’estero.

Altri quadri nei casi particolari

Alcune tipologie di strumenti o di redditi possono richiedere la compilazione di ulteriori quadri della dichiarazione. Si tratta di situazioni meno frequenti, che dipendono dalle caratteristiche degli investimenti effettuati e dalla natura dei redditi percepiti.

Con Finbooks, i dati importati vengono classificati e riportati nei quadri precompilati pertinenti alla tua posizione, pronti da utilizzare nella dichiarazione o da condividere con il commercialista.

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Si può dichiarare DEGIRO con il 730?

Se possiedi i requisiti per presentare il Modello 730, puoi dichiarare anche gli investimenti detenuti tramite DEGIRO utilizzando i quadri dedicati agli investimenti esteri e ai redditi finanziari.

In particolare, il Quadro W viene utilizzato per il monitoraggio fiscale e l’eventuale IVAFE, il Quadro T per plusvalenze e minusvalenze e il Quadro M per dividendi, interessi e altri redditi di capitale nei casi previsti.

Se invece presenti il Modello Redditi Persone Fisiche, le stesse informazioni confluiscono nei corrispondenti Quadri RW, RT e RM.

Indipendentemente dal modello utilizzato, la logica non cambia: ciò che conta è riportare correttamente la propria posizione fiscale e utilizzare i quadri previsti per ciascuna tipologia di reddito.

Se prepari la dichiarazione con Finbooks, il software organizza automaticamente i dati nei quadri corrispondenti, riducendo il lavoro manuale e rendendo più semplice la verifica prima dell’invio.

Dichiara DEGIRO con Finbooks

Preparare correttamente la dichiarazione di un conto DEGIRO significa andare oltre il semplice report fiscale. Occorre verificare che operazioni, dividendi, commissioni, cambi valutari e altri dati siano coerenti con la propria posizione fiscale e, quando necessario, integrarli con quelli provenienti da altri broker o da eventuali cripto-attività.

Finbooks automatizza questo processo partendo direttamente dai dati esportati da DEGIRO. Il software ricostruisce la cronologia fiscale delle operazioni, calcola plusvalenze, minusvalenze, dividendi, IVAFE e gli altri importi rilevanti, consolidando in un’unica posizione fiscale anche gli investimenti detenuti su altre piattaforme.

Una volta completata la ricostruzione, puoi ottenere i quadri precompilati da utilizzare per la dichiarazione dei redditi oppure condividerli direttamente con il tuo commercialista, insieme alla documentazione di supporto utilizzata per i calcoli.

Prova Finbooks gratuitamente e prepara la dichiarazione fiscale del tuo conto DEGIRO con dati organizzati, calcoli verificabili e meno lavoro manuale.

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